L'Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica è una
organizzazione professionale composta da psicoterapeuti i quali,
già dall’inizio degli anni 80’, trovarono nella
psicoterapia corporea un ambito di comune e profondo interesse
condiviso.
Il progetto di riferimento, che portò poi alla fondazione
dell’Istituto, fu quello di adottare e diffondere un modello
teorico e un metodo psicoterapeutico in cui i paradigmi di riferimento
fossero basati sul concetto di integrazione corpo-mente e dove lo
studio e il tentativo di comprensione del funzionamento individuale
fosse di tipo unitario e non più dicotomico: uno specifico
interesse era in particolare quello di riallacciarsi ai fondamenti
della psicoanalisi classica laddove all’esperienza psicologica
del corpo veniva riconosciuto un ruolo fondamentale, ruolo espresso
proprio da Sigmund Freud il quale nel 1923 affermava, attraverso la sua
famosa massima, che “ l’Io è anzitutto una
entità corporea”.
Il modello dell’Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen,
all’interno del panorama degli approcci di questo tipo, apparve
sin dall’inizio, sia in termini di presupposti teorici che da un
punto di vista metodologico, come il più idoneo e promettente in
assoluto nel rispondere a tali aspettative.
Tale scelta, l’entusiasmo che la accompagnò e
l’evidente qualità e originalità del lavoro in
ambito clinico e formativo che ne conseguì, portò
Alexander Lowen, nell’anno 1990, a riconoscere personalmente
l’Istituto che divenne successivamente affiliato
dell’International Institute for Bioenergetic Analysis (I.I.B.A.)
e rappresentante ufficiale del metodo in Italia.
Nel 1998 l' Istituto fu anche riconosciuto dal Ministero
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (M.I.U.R.) come
idoneo ad attivare corsi di formazione per psicoterapeuti (Art. 3 L.
56/89). Da allora, a seguito di questo, divenne anche membro del CNSP
(Coordinamento Nazionale Scuole Private di Psicoterapia)
.
Esso ha partecipato alla fondazione di importanti associazioni
nazionali e internazionali tra cui: l’EFBA-P (European Federation
for Bioenergetic Analisis - Psichotherapy), la FIAP (Federazione
Italiana Associazioni di Psicoterapia), l’AIPC (Associazione
Italiana per la Psicoterapia Corporea).
I rigorosi standard a cui l'Istituto risponde sono quelli
dell’Istituto Internazionale i quali comportano, tra
l’altro, l'adeguamento dei programmi formativi e
dell'attività di supervisione, sia nella forma che nei
contenuti, ai criteri stabiliti dall'IIBA con la partecipazione diretta
e costante anche di trainer internazionali (visiting professors)
provenienti da numerosi paesi.
In questo contesto di riferimento, caratterizzato anche
dall’appartenenza attiva alla comunità dell’Analisi
Bioenergetica a livello internazionale, appartenenza che rappresenta un
elemento centrale nella storia dell’istituto oltre che un
elemento fondante della sua identità, si vuole sottolineare come
tutto ciò non abbia mai avuto per noi, e non abbia a maggior
ragione oggi, un significato che si potrebbe definire di tipo
“ideologico”: pur essendo infatti quanto mai convinti della
grande specificità e del valore della nostra esperienza e
tradizione nel lavoro anche con il corpo in analisi, siamo altrettanto
convinti che tutto ciò non debba assumere le caratteristiche di
un tentativo di professare verità assolute da contrapporre alle
verità degli altri modelli.
In generale siamo infatti stati sempre ben consapevoli che, ad esempio,
se da un lato la cartesiana e arbitraria divisione operata tra mente e
corpo ha portato a reificare la prima dimensione a scapito della
seconda, l’operazione opposta sarebbe non meno arbitraria e
quanto mai anacronistica.
Più nello specifico siamo sempre più convinti, confortati
anche dagli studi più recenti nelle aree delle neuroscienze e
dell’infant research, che nella stanza dell’analisi avviene
l’incontro in primis tra due persone, tra cui una (il terapeuta)
anche con una epistemologia e un metodo di riferimento. Questo,
unitamente alle specifiche regole del setting, pur connotando
l’incontro in termini asimmetrici, dall’altro lo rende
terapeutico proprio nella misura in cui al suo interno si attua uno
scambio intersoggettivo in un clima di sicurezza e caratterizzato da
empatia e reciprocità: variabili queste che, possiamo dire, solo
attraverso la dimensione corpo si sostanziano.
Riteniamo infine doveroso sottolineare che solo per comodità
espositiva, e in attesa di un nuovo linguaggio condiviso, seguitiamo a
descrivere, a raccontare e a tentare di spiegare, tutto ciò che
vi avviene nei termini di due corpi e di due menti.
Le nostre proposte formative, e in particolare il nostro programma
di formazione del corso quadriennale di specializzazione in
psicoterapia, intendono anche fornire un contributo scientifico e
culturale che vada proprio in questa direzione.
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